Scultura 1

SenzaTitolo2tecnica mista, cm 107×90

Da Effetto Arte – Grandi Maestri

Si è da poco conclusa la Biennale d’Arte della creatività, a Verona, dove Antonio Cogliano, artista modenese, ha riscosso un elevato successo soprattutto fra i giovani visitatori della Fiera.  Le sue opere, insolite pur nella canonicità del linguaggio informale, sono giunte come innovative ed originali, soprattutto per ciò che concerne l’organizzazione della superfice. Un gioco di interrelazione confronto tra rilevo e sfondo, di simultanea compresenza di staticità e movimento, di rigore formale e invenzione poetica. Un informale dove grumi materici e macchie di colore si intrecciano e si sovrappongono in cadenze armoniose. Si tratta di profondità opache e di spessori luminosi, che richiamano alla memoria un brano di terra argillosa, dove il colore si fa massa fluida, oppure una massa lavica che fuoriesce da un vulcano. In questi casi l’artista utilizza una materia che si addensa, arricchendosi delle tonalità preziose del rosso, del verde e dell’ocra, per emergere con l’intensità espressiva di un bassorilievo. Così si crea un amalgama intenso, carico di energia dinamica, che soggiace al caos primario e denso di presagi evolutivi.  Un gioco a più livelli che conduce nella dimensionalità dello spazio e che avvalora quel messaggio dell’arte, atto a concentrare in narrazioni, criptiche ma saudenti, ogni elucubrazione altrimenti muta, in un linguaggio veristico e naturale, il merito di tanta capacità dialettica, pur non fagocitando la capacità narrativa dell’arte più classica, è quella di svelare, tutt’altro che come arcane, verità intrise nel significato della materia.

Caterina Randazzo