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Scultura 20
Scultura 19
Scultura 18
Scultura 17
Scultura 16
Scultura 15
Scultura 14
Scultura 13
Scultura 12
tecnica mista, cm 125×90
Artista di rilievo, da anni riscuote notevoli consensi sia da parte del pubblico che dalla critica. Le sue opere figurano in raccolte pubbliche e private oltre ad essere state più volte pubblicate in cataloghi e riviste d’arte contemporanea come la rivista bimestrale “Effetto Arte”, diretta dal critico d’arte Paolo Levi. In merito al suo operato si sono espressi valenti critici. Ha partecipato a mostre e rassegne nazionali ed estere: in particolare ricordiamo la sua partecipazione alla 1^Biennale della Creatività presso il Palaexpo di Verona nel 2014.
Annuario d’Arte Contemporanea – ARTISTI 2014
a cura di Vittorio Sgarbi
Scultura 11
Scultura 10
Siamo dinanzi a racconti visivi dal grande spessore narrativo che donano nuove chiavi di realtà del mondo circostante. Una pittura che svela la reinvenzione di coordinate artistiche e di rivisitazioni del concetto di arte. Uno sfogo creativo e prorompente allo stesso tempo, mediato da elevate capacità tecniche.
Dino Marasà
Opera esposta alla Mostra d’arte contemporanea “I ritmi del mare” presso il Galata Museo del Mare a Genova dal 13 Settembre al 10 Ottobre 2014.
Scultura 9
Antonio Cogliano dialoga con l’istinto del fruitore attraverso composizioni dal forte e immediato impatto visivo. Riesce a stimolare la fantasia e l’ingegno dello spettatore con l’abilità compositiva del vero maestro. Attraverso una continua e personale sperimentazione tecnica che dà vita a creazioni uniche prive di esitazioni.
Sandro Serradifalco
Scultura 8
Scultura 7
Antonio Cogliano, nelle sue opere, dà libero sfogo alle sue pulsioni, e le sue opere, di matrice astratto-informale, possiedono tutte un modus operandi altamente riconoscibile, una grafia forte, quasi arcana, espressione di una ricerca prettamente materica. Tale ricerca prevede anche sulle tele, concrezioni a vari livelli che stravolgono la bidimensionalità del quadro per creare uno spazio fisico ricco di sporgenze e depressioni. Esso superando i limiti della tela, fa della corposità della materia, la vera protagonista dell’opera d’arte. Il lavoro dell’artista, diviene dunque, non solo ricerca stilistica e formale ma sperimentazione sulla materia e sullo spazio. Cogliano lascia all’osservatore la possibilità di interpretare, di dare libero sfogo ai sentimenti ed alle immediate percezioni. E’ esuberante nelle visione di una realtà mai statica che si configura come proiezione della stessa anima. Ed è questo che fa un’artista quando crea: si lascia guidare dalle emozioni che si materializzano sul supporto grazie al talento ed alla passione creativa.
José Van Roy Dalì
Scultura 6
pittoscultura (colla, gesso, poliuretano) cm 125×90
Un indumento vuoto e sospeso è anche qui, come nella Scultura 4 metafora visiva dell’assenza. Suscitando interrogativi sulla condizione umana, l’autore opera tecnicamente fra la pittura e la scultura, utilizzando con maestria una miscela materica fragile e nel contempo estremamente corposa, che evoca persino la preziosità del marmo.
Paolo Levi
Scultura 5
Scultura 4
pittoscultura (colla, gesso, poliuretano) cm 125×90
Questo scultore tiene conto della cultura espressiva europea del secondo novecento. In questo suo lavoro multimaterico ci si avvede della sua necessità di essere essenziale nel suo messaggio poetico, tenendo tuttavia conto di una certa pop arta americana. E’ opera complementare alla Scultura 6, e ambedue caratterizzate dall’assoluta prevalenza di un bianco opaco.
Paolo Levi
Scultura 3
Scultura 2
Scultura 1
Da Effetto Arte – Grandi Maestri
Si è da poco conclusa la Biennale d’Arte della creatività, a Verona, dove Antonio Cogliano, artista modenese, ha riscosso un elevato successo soprattutto fra i giovani visitatori della Fiera. Le sue opere, insolite pur nella canonicità del linguaggio informale, sono giunte come innovative ed originali, soprattutto per ciò che concerne l’organizzazione della superfice. Un gioco di interrelazione confronto tra rilevo e sfondo, di simultanea compresenza di staticità e movimento, di rigore formale e invenzione poetica. Un informale dove grumi materici e macchie di colore si intrecciano e si sovrappongono in cadenze armoniose. Si tratta di profondità opache e di spessori luminosi, che richiamano alla memoria un brano di terra argillosa, dove il colore si fa massa fluida, oppure una massa lavica che fuoriesce da un vulcano. In questi casi l’artista utilizza una materia che si addensa, arricchendosi delle tonalità preziose del rosso, del verde e dell’ocra, per emergere con l’intensità espressiva di un bassorilievo. Così si crea un amalgama intenso, carico di energia dinamica, che soggiace al caos primario e denso di presagi evolutivi. Un gioco a più livelli che conduce nella dimensionalità dello spazio e che avvalora quel messaggio dell’arte, atto a concentrare in narrazioni, criptiche ma saudenti, ogni elucubrazione altrimenti muta, in un linguaggio veristico e naturale, il merito di tanta capacità dialettica, pur non fagocitando la capacità narrativa dell’arte più classica, è quella di svelare, tutt’altro che come arcane, verità intrise nel significato della materia.
Caterina Randazzo


















